martedì 21 aprile 2009

Un'ipotesi devi averla

Da tre mesi a questa parte il mio stimato Christian Rocca spende metà dei suoi interventi a dimostrare che Obama è un fanfarone sinistroide e l'altra metà a proporre come conferma della validità della presidenza di Bush ogni provvedimento o dichiarazione di Obama che sia in continuità con essa. Come la pensa lui è chiaro, come dovremmo convincercene noi un po' meno.

martedì 7 aprile 2009

(Non) riceviamo e pubblichiamo

Coi miei complimenti all'autore, piemontese, che l'ha inviata oggi al Foglio. Coglie l'angoscia che questa terra mette anche a me.

Genova, dicevo, è un’idea come un’altra

I finestrini del treno irrimediabilmente sporchi, d’una opacità che è memoria. Nubi prosperosamente cattive danno le spalle, concedono strappi d’azzurro per distrazione e malagrazia, e veli di luce lontano, due dita sopra la riga di fondo. Il cielo grigio si specchia su una mare metallico, enigmatico, piatto.

Una nave grande, solida, nera di silhouette, sta prendendo il largo con velocità immobile. La segue una chiazza di luce incongua, violenta. Forse è addirittura una qualità diversa dell’acqua.

Tutto arriva tra i singhiozzi bui delle gallerie, tra queste case strette ammonticchiate che guardano una pianura infinita che non si può coltivare, su cui non si può costruire, che si può usare solo per partire, e l’aspro, ripido, ostile scivolo delle montagne, che a malapena concede di abbarbicare.


Stefano Mola, Piossasco

Dal Vesuvio a L'Aquila

A queste piagge

Venga colui che d'esaltar con lode

Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto

È il gener nostro in cura

All'amante natura. E la possanza

Qui con giusta misura

Anco estimar potrà dell'uman seme,

Cui la dura nutrice, ov'ei men teme,

Con lieve moto in un momento annulla

In parte, e può con moti

Poco men lievi ancor subitamente

Annichilare in tutto.





da La Ginestra di Giacomo Leopardi

giovedì 2 aprile 2009

Cahier de doléances

Stasera un po' di motivi per essere triste: la camera della Ale svuotata del suo casino e piena delle borse non sue; un mio conoscente che prima di chiedermi un favore mi ricorda che gli devo dieci euro in modo da affondare la richiesta nel senso di colpa; ho perso un portafogli vuoto, ma il mancato danno economico mi ha fatto concentrare meglio su tutte le altre cose, mie, che passavano tutti i giorni con me, e che una sporca manaccia ladra per cui non significano niente avrà arraffato, non trovandoci altro che un carnet di biglietti amt usati, e questo è l'unica nota godereccia della giornata. So che non mi laureerò mai e che sto solo facendo finta di farlo in attesa che succeda qualcosa che mi salvi.

Breaking bad #2

E' tornato Walter. Era stato stoppato al settimo episodio lo scorso anno dallo sciopero degli sceneggiatori, ma sono finalmente disponibili quattro nuovi succosi episodi da scaricare. E' il telefilm da vedere. Mi pare abbiano cominciato a trasmettere la prima stagione anche in italiano, forse su qualche satellitare. Walter è un prof. di chimica, che scopre di essere condannato a morire nel giro di qualche mese per un cancro ai polmoni (cosa che tra l'altro risolve in partenza il problema di come chiudere la serie). Avendo però moglie e figlio, comincia a preoccuparsi di reperire dei soldi per il dopo-Walter, e la soluzione più redditizia è questa: mettere a frutto le sue conoscenze chimiche - ben ben superiori, mi permetto di azzardare, a quelle della media dei suoi colleghi - per produrre delle metamfetamine, da smerciare poi con l'aiuto di un suo ex-studente non-modello che ha qualche contatto nel mondo dello spaccio. Naturalmente è un mondo frequentato più male che bene, e cominciano i casini. Non siamo lontani dalla frontiera messicana; non è un Paese per vecchi.

sabato 7 marzo 2009

Verde su bianco

Ispirato non so da quale accoppiamento formalizzato di attori americani, rifletto sulla seguente squallida pratica: gli accordi prematrimoniali. Mi sembra che se ci si è uniti per il resto della vita, e ci si separa, i contraccolpi finanziari abbiano una portata trascurabile rispetto al fallimento personale e relazionale che si è creato. Però no, perché a quel resto della vita non ci crede più nessuno, e le separazioni preventive della roba sono solo l'esplicitazione di questa impostura. Non è tanto che hanno tanti soldi, è che hanno poca cognizione di quello che fanno: quattro, sei, otto matrimoni; non riesco a immaginare un modo più volgare di screditare l'istituto che invece esteriormente si celebra ripetutamente. E ogni volta, "sì, per sempre..." credibili come dei politici in televisione. Dico, un po' di peso alle nostre azioni, un po' di responsabilità, di irripetibilità, le renderebbe ben più gustose, no? Io sono del parere che ci si dovrebbe sposare o mai, o una volta sola, e dichiaro qui che così farò - facendo finta per un attimo di non avere altri impedimenti. Così come dichiaro che se mai avrò tanti soldi non prenderò mai in considerazione l'idea di mettermi a un tavolo con un divorzista per esaminare l'ipotesi che in un futuro la persona a cui sto per promettere la mia vita mi voglia spennare. Se poi accadrà, beh avrò altro di cui dolermi.

lunedì 2 marzo 2009

Un lunedì da fighetti

"Wittgenstein" inizia la settimana spendendo probabilmente circa un'ora per scrivere un post che ci spiega quanto è prezioso il suo tempo e perché continua ad andare a Roma in aereo anziché in treno. Si risparmia un'ora. Io, che preferisco il treno, mi permetto di correggere due informazioni contenute nell'articolo, per gli indecisi.

1) In seconda classe, per chi non vi si fosse mai spinto, si viaggia benissimo. Non solo sul Frecciarossa, persino sui regionali, udite udite. Ci sono i sedili, i finestrini, e non si registrano casi di cannibalismo tra i passeggeri.

2) Non è vero che a Linate si può andare soltanto in taxi. Ci si arriva serenamente con la linea 73 da San Babila. Come? Ah certo, se non si trova posto a sedere non si può aggiornare il blog durante il tragitto.